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E' talmente tanto tempo che non scrivo che non so davvero da dove cominciare.

Dunque. L'ultimo post risale a Ottobre e non dice moltissimo di me. Ottobre... l'autunno è passato abbastanza dolcemente, Natale mi ha rivisto a Sassari e poi è arrivato il puro massacro dell'inverno. Da Gennaio a fine Marzo ho lavorato come una bestia da soma. Passavo le mie giornate all'Università a sgobbare per mettere insieme una proposta di ricerca degna di questo nome, e le mie nottate al pub per raggranellare qualche soldo. Alla fine la proposta di ricerca l'ho anche scritta e presentata. Si tratta di un progetto sul teatro di narrazione e sul teatro politico in Italia. Un progetto che si concentra principalmente sull'analisi delle forme drammaturgiche ma che possiede anche i suoi elementi storiografici. Il lavoro sul progetto mi ha consumato per tre mesi ma alla fine ce l'ho fatta. Ho consegnato la mia domanda per la borsa di dottorato. Quasi settanta domande, undici borse in tutto. Mi chiamano per un colloquio, 3 Aprile. Vado al colloquio pensando che se sono stata convocata significa che il mio progetto non è esattamente campato per aria, ma non nutro moltissime speranze.

Passano le settimane, mi concedo qualche giorno in Terra Sarda per ricaricare le batterie e raccogliere un po' di materiale sulla tesi del master (mi sto divertendo come una pazza, sto studiando Franca Rame e vorrei collegare il suo lavoro al dibattito neofemminista degli anni settanta).
Torno dalle mie vacanze e riprendo la solita vitaccia (per parafrasare Franca Rame, tutta casa, pub e università).

la settimana scorsa ricevo una email che dice
"Dear Iliaria (non uno che scriva il mio nome correttamente)
I am pleased to inform you that SALL Board of Graduate Research is offering you a University doctoral bursary"

Come direbbe Peter Griffin "Oh cacchio"...

Insomma, dopo tanti dubbi, tante notti insonni, qualche vano tentativo di fare altro, ho accettato il fatto che il teatro è la mia vita. Adesso sì. Questo è quello che farò da grande. Lo studierò, ne scriverò, lo insegnerò ad altri. Non credo ci sia ancora posto per me su di un palco, ma giù dal palco c'è tanto da fare.

Queste le novità. Lunedì accetterò l'offerta dell'Università di Exeter e resterò in Inghilterra per altri tre anni. Dopo si vedrà.

Vi abbraccio
  • Reading: Coppia aperta, quasi spalancata
  • Watching: la privavera che esplode a Exeter
  • Eating: tea
  • Watching: my country falling apart
rassegna.governo.it/testo.asp?…

Ma l'avete letto? Ma a queste parole non è scoppiato un casino? E Cossiga si è barricato in casa o ha ancora il coraggio di farsi vedere per strada?

Non ho parole, sono solo incazzata e disgustata. Il mio "illustre" concittadino... che schifo...
  • Reading: Senora Carrar's Rifles - B. Brecht
  • Watching: England
  • Eating: grapes
  • Drinking: Tea
Non posso scrivere un post il 29 settembre e non fare gli auguri di compleanno a quello scriteriato di mio fratello che oggi compie 20 anni. Cifra tonda. 20 anni fa a quest'ora mi perdetti nei corridoi del reparto maternità del Policlinico Sassarese: non so esattamente come sia successo, ma ero in ospedale con babbo e nonna e a un certo punto me li sono persi. Vagando in lacrime, preoccupata per mamma e fratellino, incavolata con babbo e nonna che non riuscivo più a trovare, incontrai una gentile signora col pancione che mi riportò davanti alla porta della sala parto dove stavano i parenti distratti dagli eventi. Avevo 6 anni.
Ora io e Gabriele siamo un po' più cresciutelli, i miei genitori pure e nonna, ahimè, non c'è più, ma mi piace ricordare l'avvenimento. Auguri Gabriè, quando eravamo bambini ero gelosissima perchè tu eri quello piccolo e carino che si prendeva tutte le attenzioni, quando siamo cresciuti ci siamo scannati un giorno si e l'altro pure, ma ti ho sempre voluto bene da qui all'eternità.

Intanto la vita universitaria qui a Exeter si anima. E' iniziata la freshers week, la settimana delle matricole, ne ho avuto il primo sentore ieri al pub. Domenica sera, ho iniziato il turno a mezzogiorno e resto fino a chiusura, ore 1 antimeridiane, potete immaginare il mio livello di rottura di palle dietro il bancone del bar dopo le prime 8 ore. Verso le nove si fa un po' più tranquillo e inizio a fantasticare di un bar pulito e in ordine che mi consenta di fare armi e bagagli e trascinarmi a casa.
Alle 9 dietro il bancone siamo io, Joel e Nathaniel, uno più scazziato dell'altro. La sera si fa quieta, ma è come l'acqua che si ritira prima dello tzunami. Nel giro di 10 minuti il pub si riempie come neanche nel più inferocito sabato sera. Freshers, maledettissime matricole, vogliono tutti bere, dimostrano tutti 14 anni e devo chiedere carte d'identità a nastro (in UK è illegale servire alcolici ai minorenni).
Le 9, le 10, le 11... non se ne vanno, anzi ne arrivano altri. Finiscono i bicchieri, finisce la birra, finiscono le monete nella cassa (arrivano tutti col biglietto da 20, i freshers), io vado avanti come un automa ma mi sorpendo a immaginare meteoriti che cadono sul pub a sterminarli tutti. Le 12, halle-f******-lujah, possiamo suonare quella maledettissima campana e chiudere bottega. Nathaniel va a casa lasciando me e Joel da soli con le macerie. Dovevo andarmene all'una, riesco a mettere il naso fuori solo alle 2 e mezza, 14 ore e mezza di turno, pensavo succedesse solo nei bar sardi durante la stagione.

Nonostante le matricole (o forse a causa loro, non sono poi tanto male da sobri), al campus si respira una bella atmosfera. Le biblioteche, la Great Hall, la Students Guild si animano. I giardini attorno al campus si coprono dei vivissimi colori dell'autunno inglese, tutte le tonalità immaginabili del giallo e del rosso che risaltano sui prati sempreverdi. Il cielo è terso, l'aria frizzante e l'Inghilterra in autunno è bella e dolce. Gli studenti vanno al pub, io mi godo lo spettacolo.

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THE ONE WHO MAKES ME HAPPY
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  • Reading: I maestri dell ricerca teatrale - Franco Perrelli
  • Watching: BBC news
  • Eating: broccoli and stilton soup... yummie
  • Drinking: water
Le 17,30 nel negozio in cui ho lavorato fino a venerdì. L'atmosfera si fa pesante, come tutti i giorni alle 17,30. Non appena il manager ci fa segno che possiamo sbaraccare, il negozio si trasforma nella finale olimpica dei cento metri. Ci fiondiamo nella staff room, ci prendiamo a gomitate per raggiungere i rispettivi armadietti, borsa, giacca, see you tomorrow e via; chi ha il fidanzato che aspetta fuori in macchina, chi si teletrasporta alla fermata dell'autobus pregando tutti i santi del paradiso che non sia ancora passato, chi indossa un paio di scarpe da tennis e si avvia verso casa.
Io no. Io recupero la mia giacca, il mio zaino (quello di pelle comprato a Granada nel 2006), il mio casco e volo fuori. Parcheggiare una bicicletta a Bristol è un po' come giocare d'azzardo, non sai mai quello che ti capita. Nel punto in cui lego sempre la mia una mattonella recita "Everytime a bike is stolen, a fairy dies", ogni volta che qualcuno ruba una bicicletta, una fata muore.
Ma insomma, la mia bicicletta per fortuna è ancora li. Ringrazio la mia buona sorte e mi avvio verso casa.
Union Street, tutta discesa, sarebbe anche facile se non ci fossero sempre quattro o cinque autobus a dare un po' di brivido al povero ciclista, ma anche stavolta ce la faccio. Il pub all'angolo suona una canzone di Bob Marley, canticchio e continuo a pedalare fino all'arrivo al momento della verità: la rotatoria più grande e incasinata che si ricordi a memoria d'uomo. Rotatoria con semaforo, aspetto il verde e mi raccomando a Dio (uno qualunque), seconda uscita, poche pedalate e sono li.
Stokes Croft, una delle strade più degradate e allo stesso tempo più vitali di tutta Bristol: alcolizzati senza fissa dimora, spacciatori di crack, artisti, bordelli mascherati da centro massaggi e fish and chips shops. Niente di preoccupante ci passo tutti i giorni e non mi è mai successo nulla, certo non ci lascerei la bicicletta: potrebbero rubarla o, peggio, uno degli artisti potrebbe ridipingerla. Nonostante il degrado (il comune se ne frega da sempre) c'è un bel senso di comunità, gli abitanti fanno del loro meglio per trsformarla in un posto decente, ci sono un paio di coffee shops molto carini e mezza Bristol passa di qua tutti i giorni per andare al lavoro in centro.
Semaforo, aspetto il verde e giro a destra, poi subito a sinistra.
Picton Street, leggera discesa che mi permette di riprendere fiato. Siamo entrati a Montpelier, il mio quartiere, case giorgiane, furgoncini VolksWagen con tavole da surf sul portapacchi, tanta musica, tante giovani coppie che hanno fatto il nido qui, in questo splendido quartiere fricchettone quanto basta. Passo il Bristolian Cafè, il centro yoga, l'alimentari italiano, la boutique di abiti usati, il kebab, il newsagent, e il Thali Cafe (tapas indiane).
York Road, leggera salita, troppa pendenza per farla in scioltezza, troppo poca per salire sui pedali, gioco con le marce per poco meno di un kilometro. Case bellissime, sono stanca ma le guardo tutti i giorni.
Svolto a destra e prima di arrivare a Farfield Road ci sono circa 40 metri di salita vera, salgo sui pedali, mi concentro sulla respirazione per non sentire la fatica. Faccio un pezzetto di Farfield Road, giro a sinistra in Fairlawn Road e finalmente sono a casa. Alice, la gatta della vicina sta, come al solito, bighellonando in cortile, smonto dalla bici e non posso resistere alla tentazione di coccolarla e riempirmi di peli. Saluto Alice, apro la porta, metto dentro la bici.

E ora che non sono più a Bristol, ora che Exeter sarà la mia città per i prossimi 12 mesi, ora mi sento un po' "Bristolian" e mi mancano quelle strade e quelle facce tanto familiari.
Questo è il ricordo più nitido che ho di Bristol. Per scoprire Exeter c'è un sacco di tempo.
Mi sono già occupata dell'argomento, ma credo che non sia mai abbastanza.

italiadallestero.info/archives…

L'articolo è tratto dal Guardian e leggerlo mi ha fatto stare fisicamente malissimo e mi ha fatto profondamente vergognare del mio paese. Leggerlo mi ha fatto sentire tutto il disprezzo che si cela nella parola "sbirro". Non sono il tipo che fa di tutte le erbe un fascio, non ce l'ho con la Polizia, anche perchè quelli che hanno massacrato decine di persone alla scuola Diaz il 20 luglio 2002 non sono poliziotti, sono sbirri della peggior specie. Impuniti, come solo gli sbirri sanno essere. Per quattro giorni lo stato di diritto è stato sospeso, per quattro giorni ci siamo ritrovati nella più sanguinaria delle dittature.

Ribrezzo, ecco quello che provo. Ribrezzo, schifo e tanta, tanta paura. Ma mai quanta quella che devono aver provato i poveri cristi che decisero di passare la notte alla Diaz.
  • Listening to: Jackson Browne
  • Reading: Catch-22 - Joseph Heller
  • Watching: Friends
  • Eating: Broccoli pasta
  • Drinking: red wine
Cari Deviants,

Gli ultimi post sono stati grida di dolore e generali lamentele sulle notizie che mi arrivano dall'Italia (pensavo che avessimo toccato il fondo, ma adesso stiamo scavando... raggiungeremo al centro della terra?). Da molto tempo non vi racconto cosa sto combinando.

Il fatto è che nell'ultimo periodo non avevo per niente voglia di scrivrere di me, tra lavoro e studio mi sono stancata parecchio e a fine maggio è arrivata una batosta tremenda per la mia famiglia della quale non è necessario parlare qui.

Mi sono concessa una settimana in Sardegna e mai ne ho avuto tanto bisogno. I miei mi sono mancati moltissimo ed è stato davvero bello ritrovare alcuni vecchi amici. Non mi è stato possibile incontrare tutti e me ne scuso.

Mentre sono a casa di mia madre arriva la notizia che l'Università di Exeter mi ha accettato per un master in storia del teatro. Avevo fatto domanda a fine maggio e davvero non ci speravo.

Invece eccomi qui a cercare casa ad Exeter, ad organizzare traslochi e a prendere accordi con la  banca per il prestito che pagherà il mio corso (benvenuta nel magico mondo dei debiti!).
Sarà un anno bellissimo e ricco di stimoli, non mancheranno i brividi dato che dovrò giocolare fra studi e lavoro part time, ma alla fine potrò dire orgogliosamente di aver fatto tutto da sola.

Quello che ho me lo sono guadagnato con le mie sole forze e credo di poterne andare fiera.

Come diceva Pietro Taricone "GUERRIEEEEER!!!"

Un grande abbraccio a tutti voi.
  • Listening to: iTunes, randomly
  • Reading: An Enemy of the People - Henrik Ibsen
  • Watching: a boring football match
  • Eating: salad
  • Drinking: camomile
Vivere all'estero aiuta molto a capire il proprio paese.
Se sei italiano vai però incontro ad un fastidioso effetto collaterale. Il punto di vista "privilegiato" ti rende troppo spesso consapevole di quanto i tuoi connazionali possano rendersi ridicoli davanti al resto del mondo e può anche accadere che per la vergogna ti venga voglia di restituire il passaporto all'ambasciata.

Ora non avete più bisogno di espatriare! Potrete vergognarvi di essere italiani anche da casa! Tutto grazie al sito italiadallestero.info/

Leggete, sprofondate nella vergogna più cupa, e poi diffondete il verbo; forse gli italiani si sveglieranno dal loro lungo sonno e potremmo davvero cantare "L'Italia s'è desta"! Chissà forse il nostro problema è che diventiamo patriottici solo in occasione di una partita di calcio...

Peace
  • Listening to: Verdi - La traviata
  • Reading: Lorca's plays
  • Watching: Hamlet
  • Eating: Cornish pasty
  • Drinking: water
Ma come si fa? Ma con che coraggio?
seguite il www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=25… e se avete abbastanza stomaco leggete l'articolo. Questa donna è fuori di testa!

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THE ONE WHO MAKES ME HAPPY
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  • Listening to: The Lasting Days
  • Reading: IELTS books
  • Watching: Cidade de Deus (City of God)
  • Eating: Salad
  • Drinking: Tea
Durante la mia pausa pranzo al lavoro mando giù uno degli orrendi sandwich di Tesco e leggo un po' di giornali italiani online.
Oggi è il giorno dell'Unione Sarda.
Un titolo mi fa zompare sulla sedia Governo: la Lega chiede l'Interno.
Leggo.
Castelli vuole che il Ministero dell'Interno venga dato ad uno della Lega; vogliono "un uomo di grandissimo polso che affronti il problema della sicurezza"
Scommetto che questa impellente necessità di sicurezza non si tradurrà, per esempio, in lotta alla mafia ma che prenderà le forme della caccia all'extracomunitario. Ma vabbè, da Castelli e da quella risma di xenofobi della Lega cosa ti aspettavi?

Vado avanti e a fondo pagina leggo i nomi dei possibili ministri.
Preparate i sali, il sacchetto per dare di stomaco, il defibrillatore.

Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi (e già non è bello)
Vicepremier: Umberto Bossi e Gianni Letta (mi viene da piangere)
Esteri: Franco Frattini (e vabbè ma sempre gli stessi? e un po' di fantasia!)
Interno: Roberto Maroni o Gianni Letta (omammasanta)
Giustizia: Roberto Castelli o Giulia Bongiorno (no comment)
Difesa: Ignazio La Russa o Fabrizio Cicchitto (cos'è? una minaccia?)
Economia: Giulio Tremonti (a volte ritornano)
Attività produttive: Gianni Alemanno o Rosi Mauro o Claudio Scajola (qui quo qua)
Politiche agricole: Adriana Poli Bortone (chi?)
Ambiente: Maurizio Lupi (ancora chi?)
Infrastrutture e Trasporti: Altero Matteoli (forza TAV, forza ponte sullo stretto)
Lavoro-Salute: Roberto Maroni o Roberto Formigoni (ho già perso 10 anni di vita)
Istruzione-Università-Ricerca: Sandro Bondi o Stefania Prestigiacomo (di male in peggio)
Beni culturali: Paolo Bonaiuti o Sandro Bondi.

NOOOOOOOOOOOOO Sandro Bondi alla cultura nooooooooooooo!!!!! Neanche nei miei peggiori incubi Bondi può essere Ministro dei Beni Culturali, questa non è una lista di governo, è la sceneggiatura di un film horror!

Non so come ho fatto a ripigliarmi e continuare a lavorare nel pomeriggio, ma sono sopravvissuta. Il mio cuore è più forte di quanto immaginassi e meno male, che con Maroni Ministro della Salute è meglio avere molta cura di sè...

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THE ONE WHO MAKES ME HAPPY
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"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto. E dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (...) Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere. (...) È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile".
(Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001)
  • Listening to: Rino Gaetano - randomly from iTunes
  • Reading: What a Carve Up! - Jonathan Coe
  • Watching: Fear and Loathing in Las Vegas
  • Playing: playing... what's that?
  • Eating: Roast Dinner
  • Drinking: Argentinian Malbec
Lo dico a voi ma ancora mia madre non lo sa. Non so come dirglielo. So già che mi dirà "eh... figlia mì... se pensi che sia meglio così..." ma so che le dispiacerà un casino.

Ho mollato il lavoro.

Lavoro trovato a 10 giorni dalla discussione della tesi in un'agenzia di collocamento qui a Bristol. 8 ore al giorno davanti al pc per 1250 steriline al mese più bonus. Sporchi, maledetti e subito. Tempo indeterminato. E io, dopo aver trovato un lavoro così in così poco tempo (che in Italia è cosa rara e io ancora da italiana ragiono), dopo essermi presa gli auguri e le congratulazioni di amici, babbo e mamma,  dopo essere andata in ufficio in completo e tacchi per 20 giorni, cosa faccio? Lascio. Perchè? Perchè in quei 20 giorni ho strenuamente combattuto con l'ansia e ho perso. Ha vinto lei, che farci?

In quei venti giorni ho comunque cercato di fare il mo lavoro e l'ho fatto molto male. Il recruiting parrebbe semplice ma non lo è, soprattutto nel ramo in cui dovevo farlo io: IT. Amarezza, desolazione e una serie di consonanti messe a caso su CV e annunci, 20 giorni di supercazzola, ma non divertente come quella di Tognazzi: J2EE PL/SQL EBJ JSF Proxy Struts Database Warehouse Buider... e io che ripeto quello che leggo come un pappagallo, senza capire e con i miei colleghi tutti troppo occupati per spiegarmi qualcosa. Frustrazione.

Avevo accettato il lavoro prevedendo noia all'ennesima potenza per mesi, ma quello che ho tovato andava ben oltre le mie previsioni; ho accettato perchè c'erano in ballo dei bei soldi e devo mettere da parte il più possibile per il master (che mi costa £ 4000 del mio sangue), ma alla fine non ce l'ho fatta.

Mi arrendo, torno a fare la cameriera o la commessa, meno soldi e più salute mentale. Il master in qualche modo me lo pagherò.
Resta il nodo principale: come lo dico a mia madre?!

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  • Listening to: Amy Winehouse
  • Reading: Tutti i racconti - Vitaliano Brancati
  • Drinking: tea
Eccomi, poche volte un journal mi è stato tanto utile...
Me ne vado un po' alla deriva, la laurea si avvicina, il relatore un po' latita preso com'è dai suoi mille impegni (lo vedo oggi, credo che lo legherò alla sedia e non lo lascerò andare se prima non legge quello che ho scritto).
Comunque, sembra che l'università sia quasi finita anche sulla carta. Si perchè la mia testa è fuori dall'università già da quasi un anno e non ha nessuna intenzione di rientrarci, seppure momentaneamente al solo scopo di finire la tesi. Scrivere non è mai stato così faticoso, ma, anche se con una lentezza esasperante, sembra che ce l'abbia fatta. Ci sono stati momenti in cui non ci speravo, lo confesso.

Quando ho iniziato l'università immaginavo il momento della tesi come IL MIO MOMENTO! Che meraviglia! Il momento finalmente creativo del corso di studi, il momento in cui posso dire la mia su un argomento che mi sta a cuore. Macchè. L'argomento che mi stava a cuore pare piacesse solo a me (il don juan di gonzalo torrente ballester, se interessa a qualcuno sul pianeta), e mi sono ritrovata a fare altro. Non che L'antimonio (Sciascia) mi dispiaccia, tutt'altro, ma è comunque un ripiego (povero Sciascia, se c'è uno che non si merita di essere un ripiego è proprio lui: chiedo perdono!!)
Se proprio quello che ho scritto dovesse fare schifo e dovesse saltare febbraio, ho in ogni caso il paracadute di aprile, data ultima per dire addio all'ateneo sassarese senza rimpianti.

Sento l'horror vacui post-lauream che corre verso di me e mi travolgerà a fine febbraio come un tir in corsa... che farò? ancora non riesco ad immaginarmi senza studiare. C'è vita oltre l'università? La prospettiva di poter leggere quello che mi pare, avere le domeniche per me, avere tempo per tornare a lezione di danza, per mettermi a studiare seriamente fotografia, e se mi gira pure per tornare sul palco va! Eh, devo ammettere che è allettante.

Cavolo ho 25 anni. Fra poco mi laureo. Vuol dire che devo diventare grande... ohmammasanta!



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  • Listening to: La traviata, G. Verdi
  • Reading: El Converso - José Manuel Fajardo
  • Drinking: water
Cari Deviants,

qualche tempo fa vi dissi che volevo chiudere l'account, mi sembrava che facebook e myspace fossero abbastanza, poi però non sono riuscita a chiuderlo e il tempo è passato e... sono partita. E ora che sono qui mi aggrappo a tutto quello che mi permette di comunicare con la mia isoletta come una cozza allo scoglio...

Per carità, non me la passo male. Lavoro in una bella libreria il lavoro mi piace, ci sono anche delle prospettive interessanti. Mi sono sistemata in un appartamento molto carino e vivo con il mio fidanzato. Il prossimo anno potrei iniziare un master, dopo il master magari un dottorato senza dover passare per la maledetta, inutile, specialistica (e senza dovermi portare a letto un docente o essere figlia di un barone), eh si, questo è un posto pieno di possibilità.
Si, sto bene, mi sento di nuovo creativa, ho tanta voglia di fare.

Eppure...

Eppure ci sono giorni come questo. Giorni in cui darei qualunque cosa per una cena con i parenti, giorni in cui il mio più grande desiderio è solo poter portare il mio cane in spiaggia a giocare con la palla (sappiate che il mio cane, arrivato a casa lo scorso luglio, è diventato ufficialmente il mio anti-depressivo preferito).
Ecco, vedete? Quando parlo di casa intendo una sola cosa: Sardegna. Tutte queste cose sono laggiù a 2000 km (metro più metro meno) di distanza.
Laggiù ci siete anche voi che ora vi ritrovate per Natale e io non so cosa darei ora per una chiacchierata al Red Lion davanti a una pinta   di Guinness...

Ciao Belli, Buon Natale a tutti voi, fate i bravi, non esagerate col moscato ma sollevate un calice anche per me. Mi mancate molto...

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Ciao belli, vi giro il post di davide su ragazzisperduti.splinder.com

La Sardegna tra le isole meglio tutelate al mondo
La Sardegna risulta l'isola italiana meglio tutelata e più incontaminata in un monitoraggio con 522 esperti di turismo sostenibile, pubblicato sull'ultimo numero della rivista americana National Geographic Traveler. Lusinghiero il piazzamento tra le 111 isole prese in considerazione, sparse nei cinque continenti.
GeremeasCAGLIARI, 7 NOVEMBRE 2007 - La Sardegna è l'isola italiana più incontaminata. È la prestigiosa rivista americana National Geographic Traveler a certificarlo, con una speciale classifica pubblicata sull'ultimo numero.

La Sardegna si piazza al 31esimo posto nell'elenco generale che comprende le 111 isole più affascinanti del pianeta, staccando notevolmente le altre isole italiane. Il monitoraggio, effettuato in collaborazione con la George Washington University, ha coinvolto 522 esperti di tutto il mondo che hanno puntato la lente su tradizioni, cultura, paesaggio e ambiente delle isole selezionate. Il risultato finale è stato sintetizzato in un punteggio: 71 è il voto assegnato alla Sardegna, 87 quello attribuito alle Far Oer danesi, prime classificate. In fondo alla classifica, St. Thomas delle Isole Vergini e Ibiza con soli 37 punti.

National Geographic Traveler sottolinea come le isole siano "micro-mondi" molto vulnerabili ad inquinamento, cambiamenti climatici e "tourism overkill". È soprattutto il turismo "devastante" uno dei pericoli da cui guardarsi. È necessario piuttosto tutelare e proteggere le isole e promuovere un turismo responsabile. Non a caso svettano in classifica le "inarrivabili" Far Oer.

La Sardegna è descritta come una terra con montagne e villaggi nell'interno e chilometri di coste con lunghe spiagge. Senza dimenticare una "ricca e inusuale" cultura locale.
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Ed ecco la recensione di National Geographic:

Sardinia, Italy
Score: 71

"A rocky and mountainous interior dotted with remote mountain villages which preserve a rich and diverse cultural heritage. Miles of distinctive, unspoiled rocky coastline, with coves, caves, and long sandy beaches."

"A rich, unusual local culture. I particularly enjoyed the Ferragosto celebrations in Olbia. The local wine, cuisine, and handcrafts are all worth exploring."

"Countryside littered with debris. Poor transport networks and underdevelopment of tourist facilities. Aesthetic and cultural integrity of the island is good and needs to be protected."
  • Reading: il mare colore del vino - L. Sciascia
  • Watching: scrubs
  • Eating: salad
  • Drinking: tea
Ragazzi, voi che state in Sardegna mi dite cosa cavolo sta succedendo?

Oggi mi viene segnalato questo video ---> www.raiclicktv.it/raiclickpc/s… Lo guardo e mi viene da piangere.

Mi fate avere qualche notizia?
1 - Prendi il libro che hai più vicino, vai a pagina 19, scrivi la linea 11:
"...i Borboni pagavano con l'oro, ma i Savoia pagano con la merda""

2 - Se estendi il tuo braccio destro, cosa riesci a toccare?
Il laptop di Benjamin... la mia scrivania nuova... oporc... una tazza di the bollente.

3 - L'ultima cosa che hai visto in tv?
Una vecchia puntata di Friends.

4 - Senza guardare, che ora è?
9.45 sul meridiano di greenwich

5 - Adesso guarda, che ora è?
9.31, sempre sullo stesso meridiano

6 - Oltre al suono del computer, cosa riesci a sentire?
Il camion della nettezza urbana (prima la merda dei Savoia e ora i rifiuti... e che succede oggi!)

7 - Quanto tempo sei stato fuori di casa la volta che sei stato più tempo fuori?
In che senso? Mi sa i due mesi e mezzo passati a Londra nel 2004

8 - Cosa stavi facendo prima di scrivere questo Journal?
Preparavo il the che mi ha ustionato poco fa.

9 - Cosa indossi ora?
Pantalonineri comodi e larghi, maglietta rossa con la scritta Cannonau in stile Coca Cola, maglione nero, calzini neri

10 - Cos'hai sognato stanotte?
Non ricordo esattamente ma era qualcosa che riguardava la nostalgia di casa...

11 - Quanto tempo hai riso l'ultima volta?
Non mi sono cronometrata, però ieri sera ho visto Team America. Diciamo un'ora e mezza buona passata a ridere a lacrime... che meraviglia!

12 - Cosa c'è sulle pareti della tua stanza?
Miseria nera, ancora nulla. Ho traslocato dieci giorni fa ed è già una fortuna avere il tavolo, e datemi tempo!

13 - Hai notato qualcosa di strano ultimamente?
a parte la strana peluria che mi ricopre interamente durante le notti di luna piena, assolutamente nulla.

14 - Cosa pensi di questo giochetto di domande?
Caruccio

15 - L'ultimo film che hai visto?
Team America ieri sera (una delle cose più divertenti e politicamente scorrette che abbia mai visto)

16 - Se diventassi milionario cosa compreresti?
Una casa al mare ed un piccolo teatro a Sassari al quale sono particolarmente affezionata

17 - Qualcosa su di te...
In che senso...?

18 - Se potessi dare una cosa al mondo, cosa daresti.
Meno tasse per tutti! No, scherzo. Forse se potessi compiere l miracolo unaclase dirigente che abbia davvero a cuore l'avvenire del pianeta, senza secondi fini.

19 - Ti piace cantare?
Non particolarmnte

20 - Cosa pensi di Bush?
Una marionetta, quello che ci mette la faccia. E ora non farmi continuare perchè altrimenti devo scrivere un sacco di parolacce.

21 - Hai una bambina, senza pensarci, come la chiami?
Maria Grazia

22 - Invece è un bambino, come lo chiami?
Dopo aver dato del cretino all'ecografista, Lorenzo.

23 - Ti piacerebbe vivere in uno stato estero?
Mannaggia a voi, ci sto già in uno stato estero e la nostalgia mi ha preso letteralmente a coltellate negli ultimi tre giorni.

24 - Cosa ti piacerebbe di dicesse Dio arrivato in paradiso?
Ben arrivata mia cara. Ora siedi, gradisci un the? Finalmente facciamo la chiacchierata che hai agognato per tanto tempo.

25 - Chi vorresti che rispondesse a queste domande?
Chiunque ha cinque minuti liberi.